Spesso si fa poco caso a un gatto che si gratta continuamente o che scuote la testa senza tregua, eppure questi piccoli segnali dicono molto sulle sue orecchie. Il disagio può nascondere qualcosa di serio, come un’infezione auricolare che – se trascurata – si aggrava in fretta. Un certo sollievo lo danno l’assenza di odori forti, secrezioni strane o rossori visibili; al contrario, se il micio ha la testa sempre inclinata o mostra irritazioni, allora non conviene aspettare. Insomma, osservare con cura questi dettagli aiuta ad agire prima che la situazione sfugga di mano.
Quando un gatto cambia atteggiamento proprio a causa delle orecchie, la visita dal veterinario diventa urgente. Quelle infezioni non solo danneggiano la zona, ma possono anche compromettere equilibrio e movimento, con conseguenze serie per il felino. Chi vive nel Nord Italia, soprattutto in città grandi come Milano, sa bene che i gatti che stanno all’aperto o convivono con altri amici a quattro zampe hanno più probabilità di ammalarsi. In quei casi la trasmissione di parassiti è più semplice, ecco perché serve controllare spesso il micio e intervenire subito per evitare danni che rischiano di rovinare la sua vita.
Come riconoscere un’infezione alle orecchie nel gatto
Un’infezione alle orecchie si nota osservando qualche segnale chiaro e, diciamo, fastidioso. La presenza di secrezioni – spesso scure o con sfumature verdi – e un odore che non si può confondere con nulla sono indizi piuttosto evidenti. Poi il gatto si gratta senza sosta, scuote la testa come per scrollarsi un peso, e non è raro vederlo strofinare la testa contro angoli o mobili in modo ripetuto. Tutto questo racconta un fastidio persistente che non passa inosservato.

Curioso, ma nelle stagioni fredde questi problemi sembrano aumentare: basta pensare alle condizioni umide e fredde che favoriscono l’infiammazione. Altri segnali si traducono in perdita di pelo vicino alle orecchie e la comparsa di piccole croste o ferite che non devono essere sottovalutate. Se si lascia correre, il problema può estendersi fino all’orecchio interno, con la spiacevole ricaduta di problemi di equilibrio – non roba da prendere sottogamba. L’unica strada per capire davvero la gravità è una visita dal veterinario.
Chi abita in città direbbe che saper riconoscere in tempo questi sintomi fa davvero la differenza per evitare che la situazione peggiori, favorendo il pieno recupero del gatto.
Le cause principali delle infezioni dell’orecchio
Per quanto riguarda le cause, spesso si torna a parlare degli acari dell’orecchio. Questi piccoli parassiti sono dei veri ficcanaso: si infilano dentro il canale uditivo e provocano un prurito che il gatto non riesce a calmare. Ovviamente, quando i felini convivono o passano ore all’aria aperta – tipico nelle campagne delle zone settentrionali – gli acari si diffondono più facilmente, creando una specie di “effetto domino” tra gli animali della stessa famiglia o del quartiere.
Un’altra questione riguarda le allergie cutanee, provocate da parassiti o, spesso, da certi cibi. La pelle, irritata come è, sprigiona un prurito intenso: il risultato? Il gatto si gratta tanto e le orecchie si feriscono, aprendo la porta a eventuali infezioni batteriche. Aggiungiamo pure le piccole ferite o graffi: ben noti a chi ha gatti un po’ selvatici o che amano esplorare, rappresentano un ulteriore rischio.
C’è un dettaglio non da poco: nelle città, chi si dedica all’osservazione dei gatti spesso sottovaluta i corpi estranei, come pollini o minuscole particelle di erba, che si insinuano nel canale uditivo causando irritazioni e infiammazioni. A complicare la situazione, si somma l’accumulo di cerume, che crea l’habitat ideale per batteri nocivi perché blocca la ventilazione naturale. Per questo, tener d’occhio anche questo aspetto fa la differenza nel prevenire problemi più seri.
Interventi e prevenzione per i problemi alle orecchie
Il veterinario parte sempre dalla causa per decidere come procedere: quando c’è tanto cerume o sporco, la prima cosa da fare è una pulizia accurata e professionale del canale uditivo. Solo così il trattamento potrà funzionare davvero.
Dopodiché, le gocce otologiche specifiche entrano in scena per calmare l’infiammazione e debellare le infezioni batteriche, spesso accompagnate da detergenti delicati pensati apposta per la sensibilità delle orecchie. L’uso corretto – e non improvvisato – di questi prodotti è la chiave: dosi errate possono peggiorare la situazione, una cosa da evitare assolutamente. Se il caso è particolarmente tenace o grave, si ricorre a antibiotici e altri farmaci, e non mancano i controlli periodici che servono per tenere d’occhio i miglioramenti e aggiustare la cura.
Un’ultima raccomandazione? Mai infilare oggetti nelle orecchie del gatto! Il rischio di ferire il timpano o di scatenare un’infiammazione peggiorata è alto – e sappiamo tutti quanto può essere delicata quella parte. Chi lo dice lo sa bene: poca manualità e troppo zelo rischiano di fare danni veri.
Come prevenire? La prevenzione è una strada senza dubbio valida, con una routine di pulizia che segue indicazioni precise dal veterinario. Così si possono scoprire in anticipo anomalie che rischiano di trasformarsi in problemi. Per esempio, i gatti con orecchie chiare o punte bianche – spesso presenti nel Nord Italia – richiedono un occhio particolare nei mesi caldi: il sole estivo può far danni alla loro pelle sensibile, talvolta ignorato ma importante da contrastare per evitare infiammazioni o altri fastidi cutanei.
Insomma, chi vuole il meglio per il proprio gatto sa che un mix di controlli regolari e attenzione quotidiana è la strada per intercettare subito eventuali problemi, migliorare la salute delle orecchie e, soprattutto, regalargli una qualità della vita superiore.