Strategie efficaci per somministrare medicine a cani e gatti mantenendo calma e benessere mentale

Far prendere una medicina a un cane o a un gatto può diventare una vera impresa per tanti proprietari. C’è chi ha la fortuna che l’animale inghiotta pillole o liquidi mischiati al cibo senza battere ciglio. Altri, invece, si trovano davanti a un muro di diffidenza, con il loro amico a quattro zampe che rifiuta qualsiasi rimedio. Insomma, quando il rifiuto si fa netto, gestire le cure si complica e ci vuole tanta pazienza, oltre a qualche trucchetto pratico, per assicurarsi che il trattamento vada avanti senza intoppi. In quei momenti, somministrare il farmaco diventa davvero il punto chiave, spesso delicato e che può scatenare tensioni tra animale e proprietario.

Scelte pratiche per facilitare l’assunzione del farmaco

Prima di tutto, il veterinario resta la figura di riferimento per capire insieme che forma di medicina possa andar meglio al nostro animale. Ogni cane o gatto reagisce in modi diversi: c’è chi gradisce più i liquidi, altri invece preferiscono paste o pastiglie “travestite” in bocconcini gustosi. A proposito, in commercio non mancano farmaci già aromatizzati con sapori tipo carne o altre note allettanti, un dettaglio che spesso passa inosservato ma che, quando lo si considera, può davvero fare la differenza nella collaborazione dell’animale.

Strategie efficaci per somministrare medicine a cani e gatti mantenendo calma e benessere mentale
Un cucciolo riceve una pillola da una professionista, evidenziando le sfide nella somministrazione di farmaci agli animali domestici. – yazoofood.it

Ma non solo, negli ultimi tempi si è diffusa anche un’altra soluzione: i bocconcini morbidi e modellabili studiati apposta per nascondere pillole e capsule. Questi snack trasformano il momento del farmaco quasi in un gioco – e non è poco –, rallentando quella tensione che spesso si crea. Tante volte li si trova nei negozi specializzati o su internet (dove si scoprono anche tanti consigli per usarli meglio). Chi non ha mai dovuto lottare per far prendere una pastiglia, forse non capisce fino in fondo il valore di questi prodotti.

Se pure così non va, allora tocca passare a metodi un po’ più “diretti”. Richiedono esperienza, perché non si può fare di fretta, altrimenti rischiamo che il nostro amico si spaventi o si difenda. È un problema che si nota spesso nelle grandi città: gli animali meno abituati a essere maneggiati strettamente si agitano di più. Meglio imparare bene come procedere: così la somministrazione resta un momento meno snervante.

Come somministrare compresse o capsule senza tensioni

Quando deve andare giù una compressa, ci vuole un po’ di attenzione, visto che il rischio di farsi mordere è una possibilità reale. Capita frequentemente specialmente negli animali delle metropoli, abituati poco a certi contatti. Per evitare guai, occorre usare la tecnica giusta: la pillola si impugna tra indice e pollice della mano più comoda, mentre con l’altra si solleva piano la testa dell’animale.

Nel frattempo, con le guance si preme dietro ai canini superiori, così la mandibola resta bloccata e scappare diventa più difficile. Col dito medio della mano che tiene la medicina si abbassa leggermente la mandibola, premendo dolcemente incisivi e lingua per spingere la compressa in fondo alla bocca. Poi si chiude tutto e si aspetta che l’animale deglutisca, magari aiutandolo con un piccolo massaggio sul collo. Chi vive in città conosce bene quanto mantenere la calma serva a evitare morsi e stress.

Oppure si possono usare strumenti appositi, gli “sparapillole”, che somigliano a piccole siringhe e spingono la pastiglia direttamente in fondo alla lingua. Funzionano soprattutto con i gatti – che, diciamo, spesso sono più resistenti – ma, occhio, vanno maneggiati con cura per non ferire la bocca.

Indicazioni pratiche per pulizia e terapie dermatologiche

Oltre a somministrare farmaci per via orale, spesso si usano trattamenti per pelle e orecchie. Quanto alla pulizia delle orecchie, c’è da andare piano. L’orecchio sano ha un sistema naturale che lo pulisce da solo: toccarlo troppo spesso può rompere questo equilibrio e portare a infiammazioni o infezioni.

Si interviene solo quando il cerume aumenta o si notano segnali di otite, sempre sotto controllo del veterinario. Fatto non da poco: il condotto uditivo ha una forma a “L”, quindi per far arrivare il detergente dove serve bisogna tirare su il padiglione auricolare delicatamente. La quantità ideale di prodotto? Deve bastare a riempire il condotto, perché poco vale poco, e poi non serve a niente.

Il massaggio che si fa dopo non si pratica all’esterno, ma sulla cartilagine alla base del padiglione. Con pollice, indice e medio si fanno movimenti delicati per una ventina di secondi almeno. Il rumore di sciacquettio che si sente indica che il prodotto lavora in profondità. Alla fine, l’eccesso va tolto con cotone o garza morbida; i cotton-fioc vanno usati solo in questa fase e con attenzione.

Se l’animale è abituato a stare all’aperto, lasciarlo scuotere la testa aiuta il liquido a uscire naturalmente, evitando di sporcare tutta casa. Quanto ai bagni con shampoo, meglio valutare bene la disponibilità del nostro amico a farsi lavare. Solitamente si fa a casa, su superfici antiscivolo e usando acqua tiepida per bagnare bene ogni ciuffo.

La dose di shampoo? Tra mezzo e un millilitro per ogni chilo di peso, così non lascia residui che potrebbero dare fastidio. Il prodotto va lasciato agire qualche minuto e poi si avvolge l’animale in un asciugamano per non farlo prendere freddo o farlo agitare troppo: quasi sempre, qualche carezza o parolina dolce aiuta. Dopo il risciacquo, si asciuga con tamponamenti delicati e infine si può usare phon o diffusori, mai troppo vicini per evitare scottature.

Per i gatti tutto questo è un po’ più complicato, visto che l’acqua spesso li stressa. In quei casi ci vuole più delicatezza e cautela. Questi accorgimenti aiutano a far funzionare più a fondo i trattamenti, senza rovinare la serenità quotidiana dell’animale. Una lena diffusa oggi in molte famiglie sparse per l’Italia.